Ue verso revisione stop motori termici: impatti e prospettive per l’industria

Ue verso revisione stop motori termici: impatti e prospettive per l’industria

BRUXELLES, 5 novembre 2025 – L’Unione Europea sta valutando una possibile revisione del divieto di vendita di auto con motori a combustione interna a partire dal 2035. La notizia, emersa nelle ultime 24 ore, ha scosso il settore automotive, aprendo un dibattito acceso sul futuro della mobilità e sulle strategie di transizione ecologica.

Il contesto normativo e le ultime dichiarazioni

La decisione di vietare i motori termici dal 2035 era stata inizialmente definita nel quadro del pacchetto ‘Fit for 55’, volto a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Tuttavia, recenti sviluppi e pressioni da parte di alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, hanno portato a riconsiderare l’approccio. Secondo quanto riportato da Sky TG24, l’Ue starebbe valutando la possibilità di introdurre delle deroghe o di posticipare l’entrata in vigore del divieto, tenendo conto delle difficoltà incontrate dall’industria nella transizione all’elettrico.

Le motivazioni dietro la revisione

Le ragioni che spingono l’Ue a rivedere la sua posizione sono molteplici. In primo luogo, l’industria automobilistica sta affrontando una serie di sfide, tra cui la carenza di materie prime per la produzione di batterie, l’aumento dei costi energetici e la difficoltà di sviluppare un’infrastruttura di ricarica adeguata. Inoltre, alcuni paesi membri, come l’Italia, hanno espresso preoccupazioni per l’impatto economico e sociale che il divieto potrebbe avere sull’industria automotive nazionale, che rappresenta un settore chiave dell’economia.

Un altro fattore importante è rappresentato dal progresso tecnologico. Sebbene l’elettrificazione sia considerata la soluzione principale per ridurre le emissioni, lo sviluppo di combustibili sintetici e di tecnologie ibride plug-in potrebbe offrire alternative valide e meno impattanti per l’ambiente. La revisione del divieto potrebbe quindi prevedere la possibilità di continuare a vendere auto con motori a combustione interna alimentati da combustibili sintetici, a condizione che questi ultimi siano a emissioni zero.

Gli impatti sull’industria automotive

La possibile revisione del divieto del 2035 avrebbe importanti implicazioni per l’industria automotive. In primo luogo, le case automobilistiche potrebbero rivedere le loro strategie di investimento, rallentando la transizione verso l’elettrico e concentrandosi maggiormente sullo sviluppo di tecnologie ibride e di motori a combustione interna alimentati da combustibili sintetici. Questo potrebbe portare a una diminuzione degli investimenti nelle fabbriche di batterie e nello sviluppo di nuovi modelli elettrici.

In secondo luogo, la revisione del divieto potrebbe avere un impatto sui consumatori. Se i motori a combustione interna dovessero rimanere in vendita per un periodo più lungo, i consumatori avrebbero a disposizione una gamma più ampia di modelli e potrebbero beneficiare di prezzi potenzialmente più competitivi. Tuttavia, questo potrebbe anche rallentare la diffusione dei veicoli elettrici e rendere più difficile il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue.

Le reazioni del settore

Le reazioni del settore automotive alla possibile revisione del divieto sono state contrastanti. Alcune case automobilistiche, che hanno già investito ingenti somme nello sviluppo di veicoli elettrici, hanno espresso preoccupazione per la perdita di competitività e per la necessità di rivedere le loro strategie. Altre aziende, invece, hanno accolto con favore la possibilità di continuare a investire nello sviluppo di motori a combustione interna alimentati da combustibili sintetici.

L’Acea, l’associazione europea dei costruttori di automobili, ha sottolineato l’importanza di una transizione graduale e di un approccio tecnologicamente neutrale, che tenga conto delle diverse esigenze dei consumatori e delle specificità dei singoli paesi membri. L’associazione ha inoltre ribadito la necessità di un sostegno finanziario per l’industria e di un’infrastruttura di ricarica adeguata per favorire la diffusione dei veicoli elettrici.

Il futuro della mobilità

La decisione dell’Ue sul futuro dei motori termici avrà un impatto significativo sul futuro della mobilità. Se il divieto del 2035 dovesse essere confermato, l’industria automotive dovrà accelerare la transizione verso l’elettrico, investendo in nuove tecnologie e in infrastrutture di ricarica. Se, invece, il divieto dovesse essere rivisto, l’industria avrebbe più tempo per adattarsi alle nuove sfide e potrebbe esplorare alternative tecnologiche, come i combustibili sintetici.

In ogni caso, la transizione verso una mobilità più sostenibile richiederà un impegno congiunto da parte di tutti gli attori coinvolti: governi, industria, consumatori e società civile. Sarà necessario definire politiche chiare e coerenti, sostenere gli investimenti e promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. Solo così sarà possibile raggiungere gli obiettivi climatici dell’Ue e garantire un futuro sostenibile per l’industria automotive.

Il ruolo dei combustibili sintetici

Un aspetto chiave del dibattito è il ruolo dei combustibili sintetici. Questi combustibili, prodotti a partire da fonti rinnovabili come l’idrogeno verde e la CO2 catturata dall’atmosfera, potrebbero consentire di ridurre drasticamente le emissioni dei motori a combustione interna esistenti. La possibilità di utilizzare combustibili sintetici potrebbe quindi rappresentare una soluzione intermedia per la transizione verso una mobilità a emissioni zero, consentendo di sfruttare il parco auto esistente e di ridurre i costi di transizione.

Tuttavia, lo sviluppo e la produzione di combustibili sintetici richiedono ingenti investimenti e un’infrastruttura specifica. Inoltre, è necessario garantire che la produzione di questi combustibili sia effettivamente sostenibile e che non comporti un aumento delle emissioni di gas serra. L’Ue dovrà quindi definire norme chiare e rigorose per la produzione e l’utilizzo dei combustibili sintetici, al fine di garantire che contribuiscano effettivamente alla riduzione delle emissioni.

Prossimi passi e tempistiche

La decisione finale sulla revisione del divieto del 2035 è attesa nei prossimi mesi. La Commissione Europea dovrà presentare una proposta formale, che sarà poi discussa e votata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea. Le tempistiche precise non sono ancora state definite, ma è probabile che la decisione venga presa entro la fine del 2025 o all’inizio del 2026.

Nel frattempo, il settore automotive continuerà a monitorare da vicino gli sviluppi e a prepararsi a diverse possibili scenari. Le case automobilistiche dovranno valutare le proprie strategie di investimento e adattarsi alle nuove normative. I consumatori dovranno informarsi sulle diverse opzioni disponibili e prendere decisioni consapevoli sull’acquisto di nuovi veicoli. Il futuro della mobilità è in gioco, e le prossime settimane saranno cruciali per definire il percorso verso un futuro più sostenibile.